IL VACCINO CONTRO IL COVID-19 PUÒ ESSERE RESO OBBLIGATORIO?


In questi giorni carichi di tensione, dovuta sia alla situazione di emergenza sanitaria in corso che, purtroppo, alla sopravvenuta crisi di governo in atto, sta prendendo sempre più piede il dibattito attorno alla campagna vaccinale.

In particolare, una domanda prevale su tutte: in Italia, potrebbe essere introdotta la vaccinazione obbligatoria contro il Covid-19?

Procediamo con ordine, così da fare chiarezza cercando di semplificare, nei limiti del possibile, questa delicata tematica.


Innanzitutto, cosa prevede la legge italiana in tema di ‘vaccinazione obbligatoria’?

Attualmente, in Italia sussiste un obbligo vaccinale solamente per i bambini, disciplinato dalla Legge n. 119/2017 del 31.07.2017. Tale obbligo si riferisce, nella specie, sia alla vaccinazione che ai relativi richiami.

Ciò significa che, ad oggi, non è prevista alcuna vaccinazione obbligatoria per gli adulti, ma solo vaccinazioni raccomandate.

Data la straordinarietà della attuale emergenza sanitaria, tuttavia, il quadro normativo attuale potrebbe cambiare e ben si potrebbe ipotizzare che, in futuro, la vaccinazione contro il Covid-19 possa essere imposta per legge.

Sul punto, è di fondamentale importanza richiamare la nostra Costituzione, la quale stabilisce all’art. 32 non solo che «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti», ma anche e soprattutto che «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».


Fermo ciò, la risposta alla domanda che ci siamo posti è SI: qualora una legge imponesse, coattivamente, una qualsivoglia vaccinazione - ad esempio, nel nostro caso specifico, quella contro il Coronavirus - si potrebbe procedere alla sua somministrazione della stessa, perfino contro la volontà del cittadino.


Nel caso ci fosse l’obbligo di fare il vaccino, in quali conseguenze rischierebbe di incorrere chi non si adeguasse a tale prescrizione?

Stabilita tale possibilità, bisogna spostare il focus della trattazione sulle possibili conseguenze in cui incorrerebbe chi, nonostante l’obbligo imposto dalla legge, si sottraesse alla vaccinazione.

Come anticipato, oggi la legge italiana impone l’obbligo vaccinale solamente ai bambini.

Questo obbligo, tuttavia, non è accompagnato da una sanzione coattiva nel caso di inadempimento: il genitore inadempiente, infatti, incorre in una sanzione pecuniaria e nel divieto di iscrivere i figli non vaccinati alle scuole dell’infanzia.

Ciò, del pari, potrebbe valere anche per un eventuale vaccino obbligatorio contro il Covid-19, ma il vero problema risiede nella possibilità che la legge possa imporre, anche con la forza, la vaccinazione obbligatoria.


Il vaccino contro il Covid-19, quindi, potrebbe essere imposto con la forza, ossia con l’impiego delle forze dell’ordine in caso di opposizione alla somministrazione?

In astratto, per il tramite di una legge emanata dal Parlamento, lo Stato potrebbe obbligare i cittadini, anche coartandoli fisicamente, a sottoporsi alla somministrazione del vaccino, in quanto il diritto del singolo cederebbe il passo all’interesse della collettività, nell’ottica di salvaguardare il bene primario della salute.

Il succitato art. 32 della Costituzione, infatti, tutela la salute non solo come diritto fondamentale del singolo, ma anche come interesse della collettività e, in forza di ciò, consente allo Stato di imporre un trattamento sanitario se diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, ossia la collettività.


Ovviamente, è e sarà sempre e solo la legge a prevedere le conseguenze per chi si sottrae ad un vaccino reso obbligatorio.


Ad oggi, le vaccinazioni, anche quando obbligatorie, sono comunque trattamenti sanitari non coattivi, cioè non coercibili fisicamente: in base alle normative attualmente vigenti, infatti, sarebbe del tutto improponibile, ad esempio, richiedere ai Tribunali di autorizzare l’esecuzione forzata delle vaccinazioni, con l’intervento della forza pubblica.

Tuttavia, poiché il trattamento sanitario obbligatorio è una procedura prevista nel nostro ordinamento giuridico, non è da escludere a priori che possa essere estesa anche ai vaccini contro il Covid-19.

Si tratta della più estrema delle ipotesi, a parere di chi scrive non attualmente praticabile, soprattutto in ragione del fatto che non vi sono evidenze scientifiche in ordine agli effetti del vaccino nel lungo periodo, tali da poter affermare che sia imprescindibile nella lotta al virus e, di conseguenza, imprescindibile per la salvaguardia del bene salute, sia individuale che pubblico.

Il dibattito è, quindi, oltremodo aperto.









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