#dirittoflash: cosa si intende per 'separazione consensuale'?


Cosa si intende per 'separazione consensuale'?

I coniugi possono separarsi consensualmente nei casi in cui siano d'accordo sulle condizioni della separazione stessa.

Le condizioni riguardano sia gli aspetti patrimoniali (ad esempio, la previsione della corresponsione del mantenimento al coniuge meno abbiente), sia gli aspetti personali (come, ad esempio, l'autorizzazione a vivere separati).

In caso di presenza di figli, bisognerà necessariamente disciplinare anche l'affidamento e la collocazione abitativa prevalente dei medesimi, oltre al calendario delle visite del genitore non collocatario (ossia che non abita stabilmente con i figli), nonchè l'assegnazione della casa familiare e il contributo al mantenimento ordinario della prole.

In altre parole, in tutti quei casi in cui i coniugi riescano a trovare un accordo sulle regole della loro separazione sarà possibile procedere con la separazione consensuale, o mediante il deposito in Tribunale di un ricorso congiunto (anche per il tramite di un solo avvocato che assista entrambe le parti) o mediante un accordo di negoziazione assistita (in questo caso, invece, ciascun coniuge dovrà essere assistito da un proprio avvocato).

Nel caso in cui, poi, non vi siano figli minorenni/maggiorenni non autosufficienti/portatori di handicap/incapaci o trasferimenti patrimoniali da gestire, i coniugi potranno separarsi direttamente in Comune, davanti all'Ufficiale di Stato Civile.

In ogni caso, è sempre meglio rivolgersi ad un avvocato per avere una consulenza sul punto, in modo da non trovarsi poi a dover gestire, in un secondo momento, spiacevoli inconvenienti.

Dopo sei mesi dal momento della separazione consensuale - che decorre dalla data in cui i coniugi sono comparsi in udienza in Tribunale o in Comune o hanno sottoscritto la negoziazione assistita - si potrà procedere con il divorzio, anch'esso consensuale, con le stesse modalità su descritte.


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